mercoledì 8 luglio 2009

Sicurezza e immigrazione: un paio di articoli sensati in mezzo a questo mare informe

  • Maurizio Ambrosini su La Voce presenta importanti dati sugli immigrati irregolari. Solamente il 12% viene dal mare "con i barconi". La maggior parte (75%) entra tranquillamente con il visto turistico. Interessante. Troppo interessante, forse. Meglio che la gente non sappia.
  • Andrea Gilli su Epistemes analizza il fenomeno delle ronde. Inutili. Anzi, dannose. Sono cose che sapevamo gia' ma Andrea le spiega molto bene.

venerdì 26 giugno 2009

Uomini pazzi

Nella mia personale classifica delle professioni interessanti i pubblicitari occupano un posto molto in alto. I pubblicitari, infatti, sintetizzano due spinte opposte della nostra societa': da un lato il commercio e i soldi, dall'altro la creativita' e l'anarchia.

La serie tv Mad Men, una delle opere più azzeccate degli ultimi anni, è dedicata a loro. A rendere interessante questo telefilm è l'ambientazione negli anni '60 e '70, quando le agenzie di pubblicità come le conosciamo oggi erano ancora una novità. Riuscivano a occupare uffici prestigiosi e pagare profumatamente i loro dipendenti, nonostante i dubbi sull'utilità effettiva di ciò che producevano. Un po' come certe banche d'affari oggi.

giovedì 25 giugno 2009

"Full employment was the welfare system of the US"

Questa e' la migliore frase che ho sentito oggi alla conferenza in onore di Richard Layard e Stephen Nickell, due economisti inglesi specializzati in economia del lavoro.
Il 75enne Richard Layard e' un Lord di nome e di fatto: nominato Barone da sua Maesta', e' sempre sorridente ed educato, e se non siete veloci abbastanza sara' lui ad aprirvi la porta!
Come diceva qualcuno: "Maximum respect".

mercoledì 24 giugno 2009

Nei numeri c'e' tutto


Sembra strano, ma e' difficilissimo generare numeri casuali. Quando si cerca di farlo si segue sempre una qualche regola. Per esempio gli esseri umani preferiscono le cifre consecutive. Quando pensano ai numeri tra zero e cento scelgono piu' spesso il 23 o il 45 rispetto al 29 o al 94.
Percio' e' possibile, per l'occhio esperto, distinguere una serie artificiale di numeri da una veramente casuale. (ci si potrebbe anche chiedere "cos'e' in realta' il caso, se non una regola piu' complicata delle altre?", ma lascio questa questione filosofica da parte)

Un interessante articolo del Washington Post analizza le cifre delle elezioni in Iran. I due autori hanno scoperto che la probabilita'che i numeri siano stati contraffatti e' del 99.5%.

lunedì 1 giugno 2009

Accesso a internet

"Abbiamo fatto l'Italia, ora dobbiamo fare gli italiani!"
Questo auspicio di Massimo d'Azeglio rimane tuttora incompiuto. "Fare gli italiani" significa creare un popolo democratico, civile e colto. Per raggiungere questo obiettivo e' fondamentale avere dei mezzi di comunicazione all'altezza.
Un tempo si guardavano le statistiche sulla lettura dei giornali: in quelle eravamo sempre ultimi tra i paesi avanzati. Ora e' piu' interessante, forse, guardare le classifiche sulla diffusione di internet. Come si vede dalla figura in alto, tratta dall'Economist, anche in questo campo siamo indietro.
L'Italia ha un assetto radiotelevisivo molto squilibrato, e una maggiore diffusione di internet potrebbe, parzialmente, compensare questo sbilanciamento. Come sa chi vive all'estero, internet rende liberi dalla televisione!
Purtroppo c'e' ancora molta strada da fare.

venerdì 29 maggio 2009

Occhio a chi compra terra

L'Economist di settimana scorsa parlava dell'ultima moda della globalizzazione: stati sovrani che vanno in Africa per comprare enormi pezzi di terra da coltivare.
Si tratta di affari dalle proporzioni gigantesche. L'anno scorso l'azienda sud coreana Daewoo stava per prendere in leasing 1,3 milioni di ettari dal Madagascar (meta' della superficie arabile di quel paese!). Ci furono proteste, cadde il governo e l'affare non si fece.
In queste transazioni si confondono pianificazione alimentare (molti paesi dell'Asia e del Medio Oriente sono a corto di cibo) e neo-colonialismo (e' ormai noto che la Cina vuole piantare la bandiera in Africa).
Alcuni segnali puntano anche verso la pura speculazione. La banca d'affari Goldman Sachs, per esempio, ha recentemente speso 300 milioni di dollari per comprare allevamenti di polli in Cina (?!).
Il tutto fa pensare che i prezzi alimentari, appena terminata la crisi, ricominceranno a salire.

Conviene stare all'erta perche' in questo tipo di compravendite, storicamente, l'acquirente ci ha sempre guadagnato tantissimo.
Non scordiamoci che nel 1626 il vallone Peter Minuit compro' l'isola di Manhattan dagli Indiani d'America per l'equivalente di 670 euro.

lunedì 25 maggio 2009

Eminem - Stan

I cantanti rap di solito non vengono considerati degli intellettuali: le loro canzoni raccolgono storie di soldi e gangster, e i loro video sono pieni di macchine sportive e ragazze in bikini.
La canzone "Stan" di Eminem fa eccezione. Quando usci' nel dicembre 2000, la gente capi' che questo ragazzo bianco del Missouri aveva qualcosa di importante da comunicare al mondo.
Il brano racconta la storia di un fan di Eminem, di nome Stan, che non riesce a comunicare con il proprio idolo. Gli scrive parecchie lettere, sempre piu' deliranti, e infine decide di togliersi la vita. Eminem legge le lettere, non ha tempo di rispondere, e poi scopre che Stan e' morto.
Sebbene la vicenda narrata sia tipica del mondo dello spettacolo, e' accomunabile ad un sacco di altre situazioni. Il mondo e' pieno di "richieste di aiuto" che non riusciamo a soddisfare. Spesso siamo troppo immersi nelle nostre cose per accorgercene, oppure semplicemente non possiamo accontentare tutti. Rimane la sensazione dell'amaro in bocca, come alla fine di questa canzone.

sabato 23 maggio 2009

Piu' realizzate, piu' ricche, meno felici

Il blog di Greg Mankiw riporta un'interessante ricerca.

Nei sondaggi degli anni '70 le donne si definivano in media piu' felici degli uomini.
Da allora ad oggi il loro livello di felicita' e' sceso e in alcuni casi risulta inferiore a quello dei maschi.
Si tratta, secondo me, di un ulteriore conferma del "paradosso della felicita' ". Le donne, come la societa' in generale, hanno migliorato molto la loro condizione materiale negli ultimi decenni. Ma questo non e' servito a migliorare il loro benessere.

giovedì 21 maggio 2009

'mmazza!

Ho appreso ieri che Mauro Mazza, direttore del TG2, e' stato nominato nuovo direttore di Rai Uno.
La cosa mi ha fatto sorridere perche' l'anno scorso, qui a Londra, ho visto Mazza in azione. Ero capitato ad una cena/dibattito di italiani e il direttore del TG2 era uno degli ospiti.
Non era difficile capire da che parte stava. "Berlusconi non vince certo per le tv", "Berlusconi ha vinto di piu' quando aveva tutti i media contro" (?), e cosi' via. Io guardavo gli altri commensali con aria sconsolata. (Ogni tanto dovevo tradurre qualcosa per il mio vicino inglese, visto che il direttore parlava solo in italiano).

martedì 5 maggio 2009

Le paure degli altri

I media ci bombardano tutti i giorni con ogni sorta di informazioni. In un contesto del genere, un modo per attirare l'attenzione e' alzare continuamente il contenuto emotivo dei messaggi. La paura e' un'emozione molto adatta a questo scopo. Per questo vediamo continuamente articoli che vorrebbero spaventarci: criminalita', terrorismo ed epidemie sono perfetti per la prima pagina.

Il grafico che ho incollato qui sopra, tratto da un numero dell'Economist di qualche settimana fa, mi e' sembrato interessante per due motivi.

Il primo e' che il ragionamento appena esposto e' un ragionamento comune. La gente pensa che "la gente" sia spaventata dalle notizie. Il rischio e' un'inflazione delle notizie negative, come nella favola "Al lupo al lupo!", in cui ad un certo punto nessuno crede piu' che ci sia un pericolo. Forse la societa' sta diventando sempre piu' insensibile.

Il secondo motivo di interesse e' l'ulteriore conferma di un fenomeno ormai famoso: l'overconfidence, il fatto che tutti credano di essere migliori degli altri ("gli altri sono preoccupati del terrorismo, io no, non sono mica ingenuo").
(Alzi una mano chi non ha pensato questa cosa almeno una volta!)

sabato 2 maggio 2009

La maledizione del vincitore è la maledizione del capitalismo

Un mio articolo nel nuovo numero dell'Arengo.

giovedì 30 aprile 2009

Collusi

Qualche mese fa parlavo della crisi finanziaria con un mio amico banker. "Il problema dei modelli economico-finanziari", diceva, "e' che ipotizzano quasi sempre una perfetta competizione tra le banche. La concorrenza che ne risulta porta verso risultati efficienti.
In realta' il mondo finanziario e' dominato da poche grosse banche che 'fanno' il mercato".

Quando un'azienda ha pochi concorrenti la tentazione di mettersi tutti d'accordo e' fortissima. Come sanno bene quelli che studiano economia industriale o legge antitrust, per coordinarsi in modo efficace non importa parlarsi esplicitamente. Basta mandarsi dei "segnali".

Tutto questo mi e' venuto in mente oggi mentre ascoltavo un seminario di Jean Tirole, il piu' importante economista francese. Nel modello di Tirole le banche cercano di aumentare al massimo la loro interdipendenza. Perche'? Perche' questo aumenta la loro probabilita' di essere salvate se le cose vanno storte.
Se una banca rischia di fallire, chissenefrega. Se una banca rischia di fallire portandosi dietro tutte le altre, il governo e' obbligato a salvarla.

Penso che questo modello rappresenti bene il caos in cui i banchieri hanno cacciato il sistema finanziario. Scambiandosi miliardi di derivati tra di loro hanno creato un intreccio fatale. Ogni volta che una banca sta male si teme che salti tutto.
Semplice inettitudine o malizia? "In generale scelgo sempre l'interpretazione cinica", dice Tirole.
Anch'io.

mercoledì 29 aprile 2009

A morte gli avverbi!

Abbasso il superfluo.
Abbasso l'inutile, il barocco, l'arzigogolato.
Abbasso gli avverbi.

Martedi' scorso ho partecipato all'incontro settimanale di Holborn Speakers, un club dove le persone fanno discorsi in pubblico e gli ascoltatori danno suggerimenti per migliorare.
Peter, uno degli oratori, ad un certo punto ha detto "Let's go slow [...]". E' stato corretto dalla Grammarian (colei che ha il compito di controllare il corretto uso della lingua): "You want to say 'Let's go slowLY...' ".
Non so che lavoro faccia la Grammarian, sospetto la maestra elementare. Oppure potrebbe avere una scuola guida, dove l'istruttore obbliga a mettere la freccia per entrare nelle rotonde.
"Togliere e' aggiungere", cosi' insegnano i saggi. Quando la lingua offre sia l'aggettivo che l'avverbio, sostengo l'uso coraggioso del primo.
Esempio: "Come e' andato il compito?" "L'ho svolto facilmente", "L'ho svolto facile".
La prima frase e' (per ora) ritenuta piu' corretta, ma la seconda sprigiona molta piu' forza!
L'avverbio e' lungo, l'avverbio mente.
Permettiamo agli aggettivi di liberare tutta la loro potenza.

venerdì 24 aprile 2009

Basta poco


Ci hanno che i soldi non erano la felicita’, che il PIL non era la ricchezza, che la crescita non era il progresso. E noi li abbiamo derisi.
Ci hanno detto di smetterla con i cibi preconfezionati, di fare attenzione a quel che mangiamo, di non sacrificare la qualita’ per la fretta. E noi li abbiamo ignorati.
Invece avevano ragione.

Ieri ho scoperto un posto nuovo per la pausa pranzo. Vicino al parchetto di Lincoln’s Inn (foto sopra) hanno aperto una paninoteca molto sofisticata, molto francese. Quattro donne dall’aspetto materno servono sandwich, insalate e torte, tutto preparato da loro. Eccellente.
Oggi pero’ c’era la fila (le buone notizie si diffondono in fretta!). Quindi ho fatto un altro esperimento: EATaly, un altro locale nuovo vicino alla stazione di Holborn, a pochi passi dalla paninoteca di ieri. Anche qui una piacevole sorpresa. Ho preso un panino con la cotoletta e una tortina di verdure e funghi. Sublime.
Dopo mesi spesi alternandomi tra una catena e l'altra (Eat e Pret a Manger), mangiando sempre le stesse cose, finalmente vedo una luce all'orizzonte.

Signore, perdonami! Accecato dall’ingordigia, non mi accorgevo delle meraviglie che mi spargevi intorno!
Amen.